Se ne parla da parecchio tempo: green. Tutto ciò che è green è subito simpatico, à la page, fa tendenza e sa di buono, ci fa sentire in sintonia con quella sequoia della Sierra Nevada ….chissà se lei lo sa, sollecita scelte eco sostenibili e autorizza pagamenti fuori misura per una confezione di zucchero marroncino…. Tutto vero, ma anche gli effetti del verde nell’interior design non sono da sottovalutare. Anzi! Ora che abbiamo modo di osservare con più attenzione la dimora che ci accoglie, vi suggerisco alcuni piccoli e semplici interventi per darle una nuova freschezza, per svecchiare un corridoio o per accentuare i difetti di un  bagno e far si che tali difetti diventino caratteristiche uniche e alla fine anche piacevoli. Il tutto, usando i verdi che poi sono tra i toni dominanti della primavera…..si perché saremmo anche in primavera ormai.

Al contrario, a prescindere dal suo messaggio ambientale, il verde è tra i colori più versatili che si possano utilizzare tra le mura domestiche e a seconda del tono e della saturazione dei suoi componenti, saranno diversi gli effetti grafici e le suggestioni che riceveremo. Il verde è ottenuto dalla mescolanza di due dei tre colori primari che troviamo nella pittura: rosso (o magenta) e giallo. Il terzo colore primario è ciano, ossia azzurro. Dai tre colori primari si ottengono tutti gli altri. Il tono quindi del verde dipende dalla saturazione dei suoi componenti e come ogni altro colore, aggiungendo una punta di nero si può spegnere la sua vivacità giungendo agli eleganti toni di salvia; mentre aumentando la dose di giallo si arriva ai brillanti verdi acidi. Del resto è ciò che osserviamo in natura dove le sfumature di verde sono infinite.

Prima operazione, la più facile: le piante. Pare incredibile quanto alcuni vasi di piante da interno possano rallegrare qualsiasi ambiente; regalano piccole foreste metropolitane e dispensano energia e allegria….inoltre rappresentano comunque un piccolo impegno che riempie il nostro tempo e che ci darà nel tempo soddisfazioni sempre maggiori. Tra le piante da interno più resistenti posso consigliare il Potos, fa parte delle Aracee originarie di Asia, Australia, Madagascar e isole del Pacifico. E’ una pianta rampicante o ricadente con foglie a forma di cuore di dimensione varia a seconda della specie e che possono presentare anche una evidente variegatura gialla o bianca. Teme la luce diretta, è tenace e sopravvive anche in ambienti poco luminosi…praticamente impossibile farla secca. La Medinilla Magnifica presenta invece foglie sensibilmente più ampie e carnose (bene alternare piante con fogliame differente per dimensioni e per struttura volumetrica). E’ di origine tropicale, teme le temperature inferiori ai 15° e produce piccoli fiori rosa o rosso corallo; bella e particolare, come le orchidee non è facilissima da coltivare.

Una facile invece è l’Erba Miseria che a dispetto del nome è molto graziosa e non porta sfiga….. Inoltre è particolarmente resistente e presenta delle belle foglie a vivaci striature di verde. Sarà un bell’elemento decorativo tra l’altro fogliame. Il nome tecnico, Tradescantia Fluminensis deriva dal famoso giardiniere di Re Carlo I d’Inghilterra, John Tradescant. Anch’essa è una ricadente, sarà quindi adatta ad essere posta in alto sul piano di una libreria oppure tra due vasi di piante dalla struttura più sostenuta per creare alternanza. E poi c’è il ficus, disponibile in circa 800 varietà e davvero molto utile all’interno poiché le sue foglie assorbono la formaldeide, spesso rilasciata da molti materiali di arredamento. Ha bisogno di un terriccio fertile e arricchito da compost, sopporta bene la penombra eccetto la “beniamina” o Ficus Benjamin che preferisce molta luce. Non affronto il tema delle piante grasse poiché in linea di massima, sono quasi tutte adatte agli interni (provenendo da climi ben più caldi del nostro). Sarà solo il nostro gusto a decidere per quali scegliere, considerando inoltre che generalmente sono anche molto resistenti: sarà sufficiente farle ambientare in un angolo ben illuminato e lontano da fonti di calore, accortezza questa del resto indispensabile per tute le piante.

Insomma di possibilità ce ne sono davvero parecchie, l’importante visto che parliamo di decor di interni, è scegliere dei vasi graziosi e anche diversi tra loro, possibilmente non in resina (ha delle ottime caratteristiche fisiche ma….alla fine è sempre plasticosa e fa cheap) e disporli strategicamente nei punti che necessitano un riempimento. Li possiamo trovare presso i vivai e quelli più forniti hanno anche dei bellissimi vasi smaltati in diversi colori e anche effetto craquelé. Anche la grande distribuzione offre ampia scelta (i vari LeRoyMerlin, Maison du Monde, Ikea, Brico Bravo eccetera).

Ma il verde lo possiamo trovare altrove; cuscini, vasi, accessori, poltrone e plaid, paralumi. Considerate che in generale, i verdi si sposano benissimo con gli ocra e i senape, con alcuni toni di marrone bruciato e ruggine, meravigliosamente con certi magenta e rosa polvere. Per i cuscini da disporre con ricercata casualità su un divano, non abbiate timore a mischiare diverse geometrie e anche più toni di verde, l’importante è che “squillino” in modo omogeneo, evitare quindi un verde acido accanto ad un salvia.

Finirei questo fresco capitolo parlando del colore a parete, l’intervento più impegnativo ma anche più maestoso che possiamo effettuare in un’operazione di relook domestico. E anche qui, a seconda dell’effetto che desideriamo, possiamo scegliere per una ampissima scala di verdi, avendo cura di evitare soltanto quelli da ospedale che sono rappresentati da alcuni toni di menta spesso uniti ad un pizzico di celeste. Quelli no, assolutamente. Ma promozione completa per i salvia, che non saranno mai aggressivi visto che hanno al loro interno una componente grigia che li rende spenti e molto eleganti. Vanno molto d’accordo con la maggior parte dei toni del legno e si abbinano ad arredamenti classici (anzi, danno loro un guizzo di contemporaneo) come a quelli moderni; splendido il salvia abbinato allo stile scandinavo, il perfetto fondale per un sideboard danese anni 60. Risultati molto attuali e accoglienti con i colori caldi delle terre, dal Siena agli ocra mentre i più fashion potranno accostare al salvia anche alcuni punti di rosa polvere.

Consigliatissimo, optando per il colore su tutte le pareti del nostro ambiente, tinteggiare fino ad una altezza intorno ai 2 metri e 20 in modo che il colore inglobi le porte ed entri nei vani finestra. Oppure in modo che corrisponda per esempio alla quota di un controsoffitto: quella sarà la linea di separazione tra il verde e il bianco che poi proseguirà sul soffitto.

Molto più energizzanti e sbarazzini i verdi acidi che hanno al loro interno una potente quantità di giallo o di ocra. Decisamente vivaci e luminosi, si abbinano molto bene ad alcuni toni di blu polvere e altrettanto bene ai grigi scuri. Ma attenzione: se per i salvia (e derivati) suggerisco di osare con la totalità delle pareti, per gli acidi ritengo sia preferibile tinteggiarne solo una, solo uno sfondo o la parete di un corridoio, di una nicchia: è una tinta troppo vivace e rischierebbe di stancare presto.

 

 

In questo intervento totale realizzato nel 2018, per uno dei tre bagni della casa abbiamo scelto uno smalto satinato di Sikkens, Lush Pistache mentre il rivestimento è un bianco statuario in formato 120×60 cm. Nel corridoio carta Cole&Son “Apex Grand” nella variante verde-oro-tortora. Qui sotto le immagini e la palette che ha guidato le scelte cromatiche di tutto l’appartamento.

 

 

Altro discorso per i verdi più cupi che tendono al verde inglese, meno facili e leggeri dei precedenti, hanno bisogno di tinte a contrasto che ne esaltino l’eleganza e ne sdrammatizzino la potenza. Una buona soluzione è quella di usare il verde come fosse una boiserie ma al negativo: bianco dal pavimento a circa 110 cm e verde da li al soffitto. Molto d’effetto anche la soluzione di dare risalto con il colore, ad una zona dedicata ad un uso specifico nell’ambito dello stesso ambiente. Per esempio, il fondale della zona pranzo verniciato in verde, la parte centrale della parete del letto tinteggiata in bianco e il resto in verde: la testiera del letto (necessariamente colorata, grigio scuro, senape, bordeaux….) si poggerà sulla parte bianca e il resto sarà verde.

Infine l’ottanio….grande amore, nasce alla fine degli anni 50 ed è una splendida miscela di turchese e petrolio, di grande eleganza ed intensità, già assolutamente sdoganato e non più annoverabile tra le novità dell’anno ma ancora, comunque uno splendido colore. Intonatissimo anche lui con i caldi colori della terra ma molto chic con alcuni blu e rosa, anche chiari. Un’idea di grande impatto è quella di utilizzarlo per un soffitto, in caso di altezze importanti, o di sceglierlo come colore dominante in una carta da parati. O anche per laccare alcuni mobili che con una parete dello stesso colore, andranno a costituire un coordinato di grande effetto grafico. In questo caso sarà indispensabile creare una frattura cromatica con dei complementi (una lampada, quadri, imbottiti).

 

Quindi, le istruzioni per questa primavera (….appena ne avremo la possibilità) sono le seguenti: A – aprire le finestre alla luce e ai colori della natura, con avidità e con allegria B – non aver timore del colore, al massimo lo terremo due anni e quando lo lasceremo non saremo costretti a pagargli gli alimenti…ma ne usciremo senz’altro più ricchi e consapevoli di prima (anche solo per il fatto di averci provato) C – spavalderia negli abbinamenti cromatici D – last but not least….avere voglia di osare. E questo è alla base di tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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