Sarà senz’altro capitato a tutti di incappare in case poco illuminate, con finestre disposte male o con l’impossibilità di comunicazione tra un soggiorno e un giardino. E la conclusione è Peccato, qui sarebbe proprio bello aprire o ingrandire una finestra. Peccato? In molto casi è possibile e con questo articolo desidero fare chiarezza su un argomento fondamentale in caso di valutazione di un immobile, o quando nasce il desiderio di rivedere alcune importanti impostazioni della propria casa.

Le finestre si possono aprire e ingrandire, sia in abitazioni unifamiliari che in condomini. A patto di rispettare alcune condizioni e adottare procedure che variano a seconda dei casi. La situazione più semplice è la casa unifamiliare, dove escludendo i casi di aperture da effettuare in prossimità di confini con altre proprietà (andrebbero ad alterare la privacy dei vostri vicini) gli unici controlli che dobbiamo effettuare sono relativi all’eventuale presenza di vincoli storici o paesaggistici, nonché la fattibilità tecnica (l’intervento deve rispettare il sistema strutturale dell’immobile). Più complessa ma risolvibile la faccenda per abitazioni in condominio. Rimane indispensabile un controllo sui vincoli storici o paesaggistici (soprattutto per immobili all’interno di centri storici) e sul regolamento condominiale, che non deve espressamente vietare l’apertura o l’ampliamento delle finestre. Lo strumento urbanistico che al momento attuale permette un simile intervento è la Scia, Segnalazione Certificata di Inizio Attività: è redatta da un tecnico abilitato, e potrà ovviamente inglobare anche tutte le eventuali modifiche interne che intendete realizzare.

 

Il parere favorevole dei condomini non è essenziale e volendo si può procedere senza; è tuttavia buona norma informare l’amministratore circa le modifiche che si desidera realizzare, più che altro per avere un alleato in caso di lamentele e minacce. Si, perché qualcuno senza dubbio brontolerà e a quel punto no panic: l’art. 1102 del Codice Civile dichiara che ogni condomino può apportare modifiche a parti comuni dell’edificio a patto che se ne mantenga il decoro, che la modifica non precluda l’utilizzo del bene da parte degli altri condomini, che non ne alteri la destinazione d’uso e non arrechi pregiudizio strutturale. Inoltre, tali interventi sui muri perimetrali, salvo casi di murature portanti che necessitano di accurata progettazione strutturale e trasmissione al Genio Civile (ma è un caso più complesso che ora non affronto) sono stati oggetto di sentenze della Corte di Cassazione: 5122-1990 e 53-2014, dalle quali si evince che tali modifiche sono lecite seppur nel decoro generale dell’edificio e nel mantenimento delle funzioni del muro perimetrale.

 

Ma chiaramente, non possiamo immaginare di spalancare finestroni in qualsiasi punto e in qualsiasi modo…ci vuole garbo. Il caso più comune, che personalmente mi trovo spesso ad affrontare e anche a proporre (con risultati che spesso vanno al di là di ogni più luminosa immaginazione) è la modifica alla classica finestra a bandiera, ossia una stretta porta finestra ed una finestra adiacente con parapetto e davanzale. In questo caso non viene alterato l’allineamento verticale delle bucature in facciata e la modifica probabilmente non sarà nemmeno visibile dalla strada. Analogamente possiamo facilmente immaginare di trasformare una finestra con parapetto in porta finestra e mettere quindi in comunicazione l’interno con l’esterno: una cucina in diretta comunicazione con balcone p giardino è estremamente comoda. Spesso applicato al parapetto troviamo il radiatore: con una piccola modifica, sia in presenza di impianto di riscaldamento condominiale che autonomo, si può spostare sul fianco dell’apertura, optando per un modello alto e stretto capace di produrre un adeguato numero di watt per riscaldare l’ambiente. Tra le accortezze, è consigliabile mantenere colori materiali e finiture coerenti con l’esistente; quindi soglie, cornici delle finestre, tapparelle o grate….tutto ciò per evitare qualsiasi attacco da parte di condomini invidiosi. E una volta realizzato l’intervento, state sereni che di invidia se ne potrebbe generare parecchia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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